Federsolidarietà Bergamo rinnova i vertici e conferma Fabio Loda alla presidenza. L’elezione è avvenuta questo pomeriggio durante l’assemblea delle cooperative associate, riunita nella sede di via Serassi per l’incontro dal titolo «Fare sociale: generare comunità, diritti e futuro», alla presenza di Stefano Granata, presidente nazionale, e Valeria Negrini, presidente regionale di Federsolidarietà.
Insieme al presidente è stato rinnovato anche l’intero consiglio di Federsolidarietà Bergamo, che vede nove conferme: Ilaria Biagioli (Serena), Daniele Fico (Il Segno), Alessandro Forlani (Cooper Azione Famiglie), Mauro Magistrati (Il Sol.Co del Serio), Davide Minola (Why Not), David Paganessi (San Martino), Nadia Pautasso (Alchimia), Mauro Radici (L’Ulivo) e Matteo Taramelli (Solco Città Aperta). A queste si aggiungono sei new entry: Maria Grazia Bettineschi (Bergamo Lavoro), Eleonora Beschi (Progettazione), Paolo Bresciani (Sirio), Silvana Catania (Sottosopra), Katia Leporini (Contatto & La Bonne Semence) e Serena Paganoni (Chimera).
Ha dunque un nuovo direttivo l’associazione che sul territorio riunisce 142 imprese sociali: il comparto muove una forza lavoro di 8.972 persone, di cui 2.191 soci, e sviluppa un valore della produzione pari a 755,5 milioni di euro, confermando il peso della cooperazione sociale nel sistema economico e sociale del territorio.
«Rappresentanza, dignità del lavoro e innovazione sociale tra le priorità»
Il nuovo presidente, laureato in Scienze dell'educazione e in Sociologia, con esperienza nell’area delle dipendenze, grave emarginazione e dei servizi territoriali di assistenza a persone anziane e disabili, già presidente di Cooperativa Gasparina di Sopra, Consorzio Cum Sortis SOL.CO Bassa Bergamasca e del Consorzio regionale Mestieri Lombardia, guiderà l’associazione per il quadriennio 2026–2030 con una visione chiara, condivisa e partecipata: «In un tempo segnato da una “perma-crisi”, da fragilità economiche e da un diffuso smarrimento delle giovani generazioni, la cooperazione sociale è chiamata a non ripiegarsi su sé stessa ma a rilanciare con forza la propria funzione costituzionale di mutualità e di promozione del bene comune. Le priorità che abbiamo davanti riguardano una maggiore rappresentanza politica del settore: ciò significa rappresentare il lavoro cooperativo e farne riconoscere il valore nel territorio. Punteremo su una più forte capacità di dialogo trasversale, costruendo alleanze strategiche e valorizzando le reti territoriali, uscendo dalla logica dei “silos” e riconducendo ogni tema - dall’abitare al lavoro, dal digitale alla sostenibilità - dentro una visione sociale integrata».
E ancora: «Lavoreremo per il più alto riconoscimento della dignità del lavoro, attraverso un’azione politica costante verso le stazioni appaltanti: difendere un lavoro giustamente retribuito significa tutelare il ruolo sociale e comunitario della cooperazione. Ci impegneremo per lo sviluppo di nuove forme di innovazione sociale, rafforzando la capacità della cooperazione di intercettare i bisogni emergenti e generare risposte comunitarie nei territori. Sul fronte dell’inclusione, promuoveremo percorsi di inserimento lavorativo che accompagnino le persone nella loro interezza e valorizzino l’impatto sociale prodotto nelle comunità. Infine, per la sostenibilità, integreremo i principi ESG come strumento per rendere visibile e misurabile il valore sociale, ambientale e organizzativo generato dalle cooperative. Non si tratta di conservare l’esistente, ma di rafforzare la capacità della cooperazione di concorrere - correre insieme - alla costruzione di un futuro più giusto e più cooperativo».
Il consiglio sarà chiamato a proseguire e sviluppare il lavoro avviato nel precedente mandato, che ha visto l’associazione impegnata su diversi fronti. «Tra questi, la valorizzazione del lavoro di cura e il reperimento di figure professionali per i servizi sociosanitari e socioassistenziali. Particolare attenzione è stata dedicata anche all’inclusione lavorativa di persone con diverse fragilità - disabilità, salute mentale, dipendenze, grave emarginazione - con la creazione di un fondo per l’inserimento lavorativo di persone in uscita dal carcere. Tra le altre linee di intervento figurano il coinvolgimento dei giovani nella cooperazione, la partecipazione ai progetti del PNRR, la collaborazione con fondazioni e ATS Bergamo per il sostegno ai caregiver, lo sviluppo di servizi innovativi per la disabilità e l’offerta di housing sociale, anche attraverso modelli come l’housing first. Un’azione che conferma il ruolo della cooperaz
Occasione di dibattito e approfondimenti
Dopo i saluti di benvenuto di Lucio Moioli, presidente di Confcooperative Bergamo, e di Massimo Monzani, presidente di CSA Coesi, l’incontro è entrato nel vivo dei lavori.
Giuseppe Guerini, presidente di Cooperatives Europe, ha proposto una riflessione su economia sociale e contesto internazionale, collocando l’esperienza della cooperazione sociale dentro uno scenario europeo e globale in rapida evoluzione.
Il confronto è proseguito con la tavola rotonda “Diritti e responsabilità condivise: approcci plurali per risposte inclusive”, moderata da Agata Faccialà, responsabile ricerca e progettazione di Confcooperative Bergamo.
Marcella Messina, presidente del Collegio dei Sindaci, Elisabetta Donati, dirigente delle Politiche del lavoro della Provincia di Bergamo, Valeria Negrini, presidente regionale di Federsolidarietà Confcooperative Lombardia, e Stefano Granata, presidente nazionale di Federsolidarietà Confcooperative, hanno richiamato temi centrali per il presente e per il futuro delle comunità: diritto al lavoro, inclusione di ogni persona, diritto alla casa, responsabilità sociale d’impresa e welfare territoriale.
Come sistema cooperativo, continuiamo a leggere questi temi come sfide concrete che chiedono alleanze, visione e responsabilità condivisa.