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Inaugurato Serassi 5 Nasce il nuovo polo della “Casa dell’Economia Sociale”

Inaugurato Serassi 5 Nasce il nuovo polo della “Casa dell’Economia Sociale”

inaugurato oggi “Serassi 5”, nuovo edificio situato nell’omonima via e risultato di un’importante opera di riqualificazione promossa da CSA Coesi, centro servizi di riferimento per la cooperazione e per gli enti del Terzo Settore, insieme a Confcooperative Bergamo.


 

Categorie: Primo Piano

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Un immobile innovativo, progettato con una forte attenzione alla sostenibilità energetica, dotato di auditorium, sale per la formazione, uffici e spazi polifunzionali e all’aperto. È stato inaugurato oggi “Serassi 5”, nuovo edificio situato nell’omonima via e risultato di un’importante opera di riqualificazione promossa da CSA Coesi, centro servizi di riferimento per la cooperazione e per gli enti del Terzo Settore, insieme a Confcooperative Bergamo.


Con questa operazione prende forma il nuovo polo esteso della “Casa dell’Economia Sociale”, frutto dell’unione dei due immobili: da un lato l’attuale sede, già in uso alle due realtà, situato al civico 7 e oggetto di un significativo intervento di ristrutturazione nel 2023. E dall’altro il nuovo stabile, acquisito e completamente riqualificato, dotato oggi di 6 sale, oltre a un auditorium da 95 posti, ambienti open space, sale riunioni e formative, oltre a un giardino esterno pensato come ulteriore luogo di incontro. I due edifici possono contare su un totale di 15 sale


L'Economia Sociale bergamasca ha oggi un importante punto di riferimento: un quartier generale delle due realtà ancora più ampio, sviluppato su complessivi 2.700 metri quadrati, dedicati al rafforzamento dei servizi e alla creazione di nuovi spazi per il dialogo, la collaborazione e lo sviluppo di progettualità innovative. Entrambi gli edifici sono dotati di pannelli fotovoltaici e riscaldamento con pompe di calore, per un autoconsumo che supera il 50% del fabbisogno. 


L'inaugurazione, alla presenza delle principali istituzioni locali, Elena Carnevali Sindaca di Bergamo, Gianfranco Gafforelli Presidente Provincia di Bergamo e Giovanni Zambonelli Presidente Camera di Commercio di Bergamo, è stata aperta dalle parole di Massimo Monzani, presidente di CSA Coesi e vicepresidente di Confcooperative Bergamo. 


«In questi sei anni ho vissuto, insieme al Consiglio di amministrazione, un cammino intenso e bellissimo, nel quale abbiamo cercato di mettere a disposizione della cooperazione strumenti concreti e straordinari per crescere: l’immobile completamente ristrutturato nel 2023 e il nuovo edificio che oggi inauguriamo ne sono il segno più visibile, ma altrettanto decisivi sono stati la crescita delle professionalità dei nostri collaboratori e l’introduzione di strumenti informatici avanzati. È stato un investimento profondo, pensato per rafforzare un movimento che, nella prospettiva alta dell’Economia Sociale, sa generare insieme valore etico ed economico, lavoro, servizi e cura della persona, dentro una comunità collaborante e tollerante. Per questo sento il dovere, ma ancora di più il desiderio, di rivolgere un ringraziamento sincero ai componenti del CdA, in particolare al mio vice Fausto Gritti, ai direttori che mi hanno accompagnato in questi anni - Emilia Colombo prima ed Enzo Piazzalunga oggi - e a tutti i nostri collaboratori, così numerosi e così preziosi», dichiara Massimo Monzani. 


«CSA Coesi conta oggi 75 dipendenti, nell’82% dei casi donne e nel 41% con contratto part time. Offriamo servizi rivolti a cooperative, associazioni, fondazioni e, più in generale, agli enti del Terzo Settore: dall’elaborazione paghe alla consulenza sindacale, dai servizi contabili e fiscali alla segreteria societaria e al controllo di gestione. A queste attività affianchiamo la formazione certificata e accreditata ECM, i servizi finanziari, l’accesso alla finanza agevolata e le attività di compliance. Ci occupiamo inoltre di progettazione, con un focus sulla progettazione europea e sull’accompagnamento degli enti nei percorsi ESG, supportandoli nello sviluppo di modelli organizzativi sostenibili e nella misurazione del proprio impatto», dichiara il direttore Enzo Piazzalunga, ricordando anche l’attenzione che viene rivolta alle persone che lavorano in CSA Coesi, con l’adesione ai piani di conciliazione famiglia-lavoro, al welfare, oltre all’importante traguardo del conseguimento della certificazione per la parità di genere.


«L’inaugurazione di oggi è un momento importante, che conclude e rilancia contemporaneamente. Conclude un percorso di riqualificazione e ammodernamento delle strutture materiali che sostengono l’operato di Confcooperative Bergamo e CSA Coesi, percorso che ci mette a disposizione spazi adeguati, efficaci e di grande impatto per il nostro lavoro. Rilancia un compito delicato e decisivo per noi e per il territorio: integrare rappresentanza, produzione di servizi e volontà di trasformazione sociale. E’ una sfida peculiare per la complessità delle attese dei destinatari diretti e indiretti e per la complessità di visioni e pratiche che chi vuole assumerla dovrà saper agire», afferma Lucio Moioli.


Sottolineando il valore dell’intervento per l’economia e la comunità locale, monsignor Francesco Beschi ha benedetto l’immobile, prima del taglio del nastro. 


La cerimonia si è poi spostata all’interno con l’intitolazione dell’auditorium ad Alfredo Ferri (presidente della Cassa Rurale BCC Treviglio dal 1982 al 2004, presidente di Confcooperative Bergamo tra il 1993 e il 1996 e successivamente nominato presidente onorario delle stesse) alla presenza della figlia, Francesca Ferri, di Ruggero Redaelli, presidente e di Giovanni Grazioli, vicepresidente della BCC di Carate-Treviglio. 

 

Nel corso del primo panel Giuseppe Guerini, presidente di Cooperatives Europe, ha dialogato con Iñigo Albizuri Landazabal, presidente dell’Organizzazione Internazionale delle Cooperative Industriali e di Servizi. Partendo dall’esperienza di Mondragon Corporation, tra i principali gruppi cooperativi industriali al mondo di proprietà dei lavoratori, Iñigo Albizuri Landazabal ha presentato ASETT – Arizmendiarrieta Social Economy Think Tank, centro internazionale di ricerca e confronto dedicato all’Economia Sociale, con un focus sul modello cooperativo. 


«L’esperienza di Mondragon dimostra che ogni settore può essere organizzato in forma cooperativa, con lavoratori e lavoratrici coinvolti anche nella proprietà dell’impresa. Non è una questione di dimensione, ma di approccio: è necessario superare un modello d’impresa tradizionale, orientato esclusivamente alla massimizzazione del profitto e degli interessi degli azionisti. Il modello cooperativo genera benefici non solo per chi lavora, ma anche per le comunità. Anche le scelte dei consumatori hanno un ruolo: scegliere realtà cooperative, dalla distribuzione ai servizi finanziari, significa contribuire allo sviluppo del territorio. Per questo è importante che anche a livello europeo si riconosca il valore del cooperativismo: non una realtà marginale, ma uno strumento concreto per rafforzare l’autonomia strategica dei Paesi, delle comunità e dell’Europa», afferma Iñigo Albizuri Landazabal.


«La sfida della competitività globale in Europa si gioca soprattutto sulla conoscenza, sulle competenze e sulla capacità di utilizzare il massimo possibile di risorse umane europee e non solo e quindi di sviluppare una grande capacità di integrazione. Le imprese cooperative hanno dimostrato nella loro storia di essere imprese resilienti inclusive capaci di fare innovazione sociale. Questo talento può essere un valore aggiunto per l'Unione Europea per l'autonomia strategica e per l'innovazione. Costruire un legame tra il centro servizi CSA Coesi di Confcooperative Bergamo e ASETT, il più prestigioso Think Tank internazionale per l’Economia Sociale, è un'occasione per tenere l’Economia Sociale bergamasca agganciata ai “campioni” mondiali dell’innovazione sociale e dell’impresa cooperativa», afferma Giuseppe Guerini


A seguire Massimo Minelli, presidente di Confcooperative Lombardia, Maria Grazia Campese, neo-presidente di Confcooperative Federsolidarietà Lombardia, Roberto Cesa, presidente ACLI Bergamo, si sono confrontati su “L’Economia Sociale e i servizi per il suo sviluppo” con la moderazione di Daniela Meridda”, vicepresidente di Confcooperative Bergamo. 


«Come affermato in questo tavolo, l’incremento della percentuale di economia sociale all’interno del territorio può contribuire a una visione e a un cambiamento sociale. Oggi, tutti noi abbiamo riconosciuto questo aspetto non solo come una dimensione utopica, ma come una finalità concreta a cui tendere. In questo contesto, il ruolo del Centro Servizi è essenziale, visto non soltanto come erogatore di servizi, bensì come partner strategico», afferma Maria Grazia Campese.


«L’Economia Sociale è stata riconosciuta dall’UE come una scelta politica di sviluppo. In Lombardia, il mondo cooperativo è chiamato a giocare un ruolo centrale: su circa 320.000 addetti dell’Economia Sociale lombarda, oltre 200.000 lavorano nella cooperazione. La regione è prima in Italia per incidenza dell’Economia Sociale, con il 15,5% delle organizzazioni, il 21,1% degli addetti e il 18,2% dei volontari nazionali. Numeri che parlano chiaro. La vera sfida è riconoscerne fino in fondo il ruolo: la crescita passa da qui, dall’Economia Sociale, dalla cooperazione, dalla responsabilità condivisa e dalla prossimità», afferma Massimo Minelli. 


«È un onore e un piacere partecipare all’inaugurazione di questo spazio, che aspira a diventare una grande casa per l’Economia Sociale ed il Terzo Settore bergamasco. Un settore che sente sempre più l’esigenza di riconoscersi come tale: unitario, con una visione chiara dell’economia e dei bisogni del territorio. Credo che questa sia l'unica strada che abbiamo per affrontare le sfide che abbiamo di fronte, sempre più complesse e di sistema», afferma Roberto Cesa.


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